ecomafia2014_infografica1Più di 3 reati ogni ora, più di 80 al giorno. 29274 infrazioni contro l’ambiente accertate nel 2013. Queste le fredde cifre che emergono dal Rapporto Ecomafia 2014, il dossier di Legambiente che monitora e denuncia puntualmente la situazione della criminalità ambientale, presentato nei giorni scorsi. La gran parte di essi nel settore alimentare, ma non mancano reati riguardanti la fauna, i rifiuti e il ciclo del cemento. Tutti ambiti parecchio redditizi per i clan, che in tempi di crisi accrescono il loro potere economico perpetrando i loro crimini grazie a funzionari conniventi e a controllori “distratti”.

La corruzione infatti, secondo il presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza, ” va a braccetto con i reati ambientali. Sempre più necessaria a questo punto una legge che inserisca i reati contro l’ambiente nel codice penale“, battaglia ormai ventennale dell’associazione del cigno.

Ma nel Rapporto Ecomafia di quest’anno, dedicato alla memoria di Ilaria Alpi, Miran Hrovatin e del sostituto commissario di polizia Roberto Mancini, recentemente scomparso per la malattia contratta a causa delle indagini sui traffici dei rifiuti condotte tra Campania e Lazio, spunta anche la città di Battipaglia, che apre il capitolo sul ciclo illegale del cemento e sull’abusivismo.

Un motivo in più per leggere il rapporto di quest’anno.

Ecomafia 2014, Edizioni Ambiente, lo trovate nelle librerie e al bazar di Legambiente

Campi di volontariato Ambiente e Legalità, azioni concrete per ricostruire nelle terre dove la mafia ha distrutto.

 

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