15590991_753812088106962_5196673836629848348_oLuca Teta, uno degli studenti del Liceo Scientifico che partecipano al nostro progetto Generazione di Fenomeni, ha partecipato con un articolo al Premio Lidia Giordani, organizzato dagli amici del Circolo di Legambiente Città Futura, di Roma.

Ebbene, il nostro Luca si è aggiudicato il terzo premio con il suo “Non Cambiare Canale!“, aggiudicandosi un tablet e la tessera 2017 del nostro Circolo, e soprattutto, dimostrando di appartenere a tutti gli effetti a quella Generazione di Fenomeni che potrebbe cambiare il mondo, prima o poi!

 

Di seguito, lo scritto di Luca, cui vanno ancora i nostri complimenti!

 

“Non Cambiare Canale!”, di Luca Teta.

“Cambia canale, non se ne può più!” È questo che spesso si sente dire nelle nostre case davanti al telegiornale, che ci propone immagini sempre più crude, di una terra sempre più devastata, ferita, sporcata in ogni modo in cui si possa “sporcare qualcosa”. Sporca di guerra, di fame, di diritti negati… e sporca anche di inquinamento, di sostanze nocive.

Alla lunga (ma anche a breve termine) andremo tutti alla rovina. Le malattie ci colpiscono pesantemente, persone ferite nel corpo e nell’anima continuano a chiedere aiuto…

Vogliamo ancora cambiare canale? Fino a quando? Finché uno dei mali da noi voluti cadrà sulle nostre stesse teste?

NO, io non ci sto. Non voglio cambiare canale, girarmi dall’altra parte. Io voglio agire, fare qualcosa, ma non so cosa; io ho solo 16 anni! Questa può sembrare una scusa, ma non lo è: la mia generazione ha tutto quello di cui ha bisogno: smartphone, computer, abiti alla moda… noi ragazzi non ci chiediamo (nessuno ci ha insegnato a farlo) se tutte le nostre belle cose siano prodotte rispettando le norme di sicurezza sul lavoro, sull’ambiente o se invece per la loro realizzazione non sia stato sfruttato un ragazzo come noi, magari in un paese lontano dal nostro. Per noi è tutto così semplice che sembra strano dover pensare che altrove possano esistere realtà così diverse dalle nostre. Per noi è tutto normale! Ma è proprio questo che non va: queste cose non sono quelle di cui ha bisogno un ragazzo della mia età, perché non sono necessarie! Quello che serve realmente a un ragazzo sono un posto dignitoso in cui vivere, un’istruzione adeguata, la possibilità di poter sognare un futuro migliore per sé stesso e per il posto in cui vive senza essere costretto a lasciare le proprie origini: è questo quello che occorre ai ragazzi in Africa, in Indonesia, nel sud America. Noi invece queste cose le diamo per scontate. Personalmente penso di essere un ragazzo fortunato, anche se vedo che molti ragazzi della mia età vivono in una realtà più agiata della mia. E molto spesso ne fanno motivo di vanto, ad esempio ci invitano ad ammirare i loro abiti firmati o i costosi oggetti che posseggono. Come può un ragazzo che fugge dalla miseria integrarsi con chi ostenta le proprie ricchezze? Io non sono così, almeno sotto questo aspetto, non posseggo abiti costosi, ma ho sempre di che vestirmi; non pretendo dai miei genitori che mi comprino oggetti costosi, sono attento a non sprecare il cibo, perché ne capisco il valore. Nel nostro piccolo, in famiglia, cerchiamo di aiutare chi ne ha bisogno con piccoli gesti quotidiani. Ma capisco che si può fare molto di più. Noi viviamo nel benessere e questo benessere ci distrae dai problemi reali che ci assalgono, come la difficoltà di integrazione tra esseri umani (lontani geograficamente e culturalmente), l’inquinamento ambientale, frutti di una cultura sbagliata.

Si, penso che alla base di tutto ci sia la cultura: una cultura finora volta all’occultamento dei problemi, alle notizie velate, all’arricchimento di pochi, alla mancanza di rispetto per la nostra terra. BASTA!

Tapparci le orecchie non serve, cambiare canale ancora meno: il cambiamento deve essere culturale: non possiamo pensare di accogliere i nostri fratelli che scappano dalla guerra continuando a far guerra; o pulire i prati o le spiagge davanti discariche a cielo aperto! E a che serve la ricerca contro le malattie genetiche se continuiamo a seppellire veleni sotto la terra che calpestiamo?

Noi ereditiamo dalle generazioni che ci precedono un mondo che è giunto al limite, che non ne può più. Ora è sporco, ferito e maltrattato, ci chiede aiuto! Noi giovani abbiamo un potere molto importante: quello di decidere! Decidere cosa fare, come farlo.

Credo che la terra sia capace di pulirsi da sé. Ovviamente il nostro aiuto è fondamentale, per rimuovere tutti quei rifiuti gettati dai nostri genitori o i nostri nonni direttamente nel nostro presente e nel nostro futuro. Riciclare i nostri rifiuti, aiutare i nostri fratelli sono cose molto importanti ma… bisogna cambiare rotta: bisogna smettere di produrre il male per permetter al mondo di guarire.

Le generazioni “vecchie” questo non lo capiranno mai: sono troppo abituate alla cultura dell’emergenza, del “riparare i danni” (che poi non riparano).

NOI NO! Noi siamo ancora in tempo per salvarci: dobbiamo solo decidere se cambiare canale o cambiare cultura. IO VOGLIO CAMBIARE CULTURA!