In merito alla vicenda della realizzazione di un impianto di compostaggio nello STIR di Battipaglia, riteniamo sia il caso di chiarire alcuni punti fondamentali affinché la discussione possa avvenire su basi solide, e non su inutili populismi che creano dannose psicosi.

            Innanzitutto, un impianto di compostaggio non è il male assoluto: sentiamo parlare di scempio, di catastrofe, ma gli impianti che consentono di chiudere virtuosamente il ciclo dei rifiuti sono necessari, soprattutto in un territorio come il nostro in cui si pratica una buona raccolta differenziata e insiste un comparto agricolo di primissimo livello. Già, l’agricoltura: basta con le falsità sui danni subiti dalle nostre eccellenze agricole per via del compostaggio. Gli impianti di compostaggio sono al servizio delle aziende agricole, perché oltre alla frazione organica dei rifiuti domestici, trattano i materiali organici derivanti dall’agricoltura, producendo ottimo fertilizzante naturale, il famoso compost.

            Infine, gli odori: siamo stati i primi, forse gli unici, a chiedere che l’impianto di Eboli andasse chiuso. Ma il cattivo funzionamento di un impianto non significa che tutti debbano funzionare male.

            Pertanto, il Comune di Battipaglia fa bene a pretendere l’annullamento del progetto, perché è giusto che un territorio abbia voce in capitolo; immaginiamo anche un percorso partecipativo con la cittadinanza, per il quale diamo la nostra massima disponibilità a collaborare; quindi, se l’impianto sarà realizzato, i nostri amministratori dovranno farsi carico di governare questo processo, garantendo ai cittadini la presenza di un impianto sicuro, moderno e controllato; che le 35mila tonnellate di cui si parla non vadano ad aggiungersi alle tonnellate di indifferenziato che sono trattate nello STIR, ma che queste ultime diminuiscano; che ci venga garantito e riconosciuto il ristoro che permetta ai cittadini di Battipaglia di pagare meno tasse sui rifiuti.

            Ma gridare “no” al compostaggio, opporsi alla realizzazione degli impianti necessari alla chiusura del ciclo dei rifiuti, è sbagliato. Sempre che non vogliamo tenerci i rifiuti nel salotto di casa.